SCANNATEVI. PROPRIO. QUI. NothingMoreThanScars
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NothingMoreThanScars 
the thin line between good and evil


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domenica, gennaio 29, 2006

 
il fatto che una mia fotografia sia inspiegabilmente finita a fare da segnalibro in un saggio sui cadaveri è tutto fuorchè benaugurante.
Miss Ann Thropy bitched about this at 1:22 AM.

 
Some say in the darkest places, love can grow
This solitary romance we'll never know
Well it's this coffin break I'm staging to the road that leads me back to you
Will be the miracle I gave up everything to only be with you
Can't seem to shake the loneliest curse of all
Eternity with just a memory
I've seen your picture a million times three sixes and a melody of
Singing vice and a varice in the chains you chose to be our dress for
My funeral for two a carnival in blue
Can't seem to shake the loneliest curse of all
Eternity spent chasin' what I shun
All is ghost in memory and poison in the sun
In the sun...na na na they bury us in the sand
na na na together hand in hand
I can't seem to shake the loneliest
Curse of all eternity spent chasing what i was
All is ghost in memory and poison in the sun
Miss Ann Thropy bitched about this at 12:31 AM.


venerdì, luglio 01, 2005

 
gummo fa cagare.
quest'estate pure.
autocelebrazione di una noia mortale.
fumo sigarette lasciate a metà qualche ora prima.
studio pur di non uscire di casa.
per poi lamentarmi che non esco mai.
l'altra mattina sono andata a comprare le sigarette con le ciabatte e la felpa nera col cappuccio alzato.
senza maniche. versione estiva.
camminare a volto completamente scoperto mi irrita.
uno di questi giorni finirò per prendere un cerchietto, infilarmelo dalla nuca e trascinare tutti i capelli davanti.
di modo che non mi si vedano nè gli occhi nè metà della faccia.
odio sentirmi osservata.
la televisione è sempre accesa, il volume al minimo. i cd mi stancano presto. sento solamente il ticchettio dei tasti, lo squillo del telefono, il fruscio delle pagine.
anche la lampada fa rumore.
e non ho più nulla di interessante da leggere.
gilles de rais ha preso ad annoiarmi, anche lui.
se mai mi tornerà la voglia, mi chiedo.
non rido più come una volta. e non è un modo di dire.
semplicemente rido molto di meno e a bocca chiusa, il più delle volte. in modo triste e pacato.
mmm.
Miss Ann Thropy bitched about this at 2:50 AM.


mercoledì, maggio 11, 2005

 
Come se nonostante tutto io rimanessi ferocemente aggrappata alle mie posizioni, nonostante le mille promesse di appiccicarmi salvifici sorrisi di cartone sulle labbra.
Come se non fossi assolutamente in grado di notare, constatare (approccio maggiormente realista), il benché minimo passo avanti, alcun tentativo di creare o quantomeno simulare una situazione di forte empatia tra un polo e l’altro.
Io e le mie posizioni viziate e viziose, incapace di mantenermi seria anche seduta nell’epicentro del terremoto, muovermi, smuovermi, simulare spostamenti, ancheggiare, rimuovere posizioni assunte in precedenza per poi rimetterle al loro posto di soppiatto, appena l’occhio estraneo, esterno si è posato su oggetti più facili da comprendere.
Togliere un mattoncino sostituendolo con un altro dal colore più vivido e la forma meno spigolosa, e in fondo, al primo sguardo maggiormente indagatorio ti renderesti conto di come siano simili le due costruzioni, del fatto che l’isterico passatempo del gettaviaesostituisci non inganna né dovrebbe ingannare più anima viva.
E quindi resto qui, come al solito, notte che sembra non voler scivolare più via, ogni singolo minuto a rintoccare affamato nella mia testa, affamato di carezze conferme e tutto quello che costantemente mi ritrovo costretta a mendicare nel mio sentimentalismo paranoico.
Come se nonostante tutto, ripeto, non fossi in grado di credere a nessuna parola, come se le occultassi per qualche minuto nel temporaneo ascolto di qualche ballata allegra, ottimistiche filastrocche capaci di renderti sicura di tutto quello che stringi in mano, fascinosa nonostante la pessima forma fisica e il raffreddore dilagante in primavera inoltrata, nonostante tutti gli attacchi esterni, presunti o reali che siano.
Per poi.
Riaprire un piccolo cassetto e tirarle fuori di nuovo, giocarci stancamente nel momento meno opportuno, l’ora tarda in cui nessuno è più in grado di rispondere tantomeno pazientemente ascoltare, anche se da tempo ho ormai smesso di chiedere consigli che non intendo seguire soppesare giudicare ascoltare.
Ascoltare, nuovamente.
Imparare dalle parole altrui, dicono sia questione di pochi attimi. Assimilare-elaborare. Imparare dai propri errori osservati questa volta da uno specchio non più distorto. Imparare a muoversi, a smuovere, regalare sorrisi e occultare una volta per tutte piccole macchiette capaci di fare tanto male.
Incapace. Di ascoltare. Di seguire una strada lastricata ad hoc.
Vorrei aver perso la voglia.
Sottile linea di confine tra chiedere, pretendere, necessitare.
mi sono sempre chiesta se il necessitare contenga gia di per sé un'infantilistica giustificazione.

e mi mancano piedi nudi appoggiati al vetro di una macchina.
caramelle a forma di frutta passeggiando per strada, lentamente, maniche corte e unghie smaltate di rosso scuro.

quotidianità che non possiamo vivere.
programmare ogni cosa.
aver pensato che tutto potesse essere così semplice, felicità a portata di mano.

"won't you stay and be with me tonight"

(the year summer ended in june)
Miss Ann Thropy bitched about this at 3:09 AM.


lunedì, marzo 07, 2005

 
il santo graal adesso esce anche in edicola a due leuri e cinquanta.
dopo il codice da vinci, perle ai porci atto II.
Miss Ann Thropy bitched about this at 6:10 PM.

 
che io sia un' élitaria di merda è storia nota e stranota.
però, che nel 2005 si debba ancora leggere che i system of a down sono un noto gruppo hardcore, diocane, questo no.
quindi, il forum della statale, mio diletto in questa notte insonne, è bocciato.
così come i lacci con le stelline blu. e gli astucci con le mucche. va beh va, anche le spillette ostentate sulle giacchette lasciate morire sulle sedie a lezione.
o si fa.
o non si fa.
punto. fine.
Miss Ann Thropy bitched about this at 3:04 AM.


lunedì, febbraio 21, 2005

 
ah si,

"e con la primavera ritorno maiala, promesso".

che xpornstarx fallita.

che pena.

(grazie viole per avermi riportato alla mente una perla che avevo rimosso...eheh)
Miss Ann Thropy bitched about this at 3:37 AM.

 
CHE TORMENTO

le vignette della settimana enigmistica finiranno per restare l'unico modus operandi dei miei bisogni di comunicazione.

lizzenin tu Bridge to Solace, nulla di nuovo.

detto questo, aggiungerò anche che mi sono data allo studio serio, che vado a lezione per visionare uscita dalle fabbriche e viaggi sulla luna et similia e sedermi accanto al nulla (anzi no, le lezioni di cinema mi regalano la compagnia della bea, dio la benedica), che uno dei tanti volumazzi che ci sono stati propinati si è rivelato un'amara delusione, che non vado mai a letto prima della cinque con conseguente calo di pressione per tutta l'intera giornata a seguire, che passo il giusto numero di ore ciondolando tra letto, postazione internet su poltrona rosa e telefono, che mi sono rimaste unicamente le sigarette al cioccolato e al caffè con conseguente rischio di tumore al polmone decuplicato, che i laghetto mi han fatto cagare ma la serata in sè no, che al termine della serata ho anche guadagnato un meraviglioso scettro cinese con tanto di musica e sfera simil-studio 54 per aver accompagnato un tale alla sua macchina sotto l'ombrello, che i forest yell ahinoi non han suonato giovedi sera O_ooo, che probabilmente nel giro dei prossimi due mesi vedrò gli enliven una quindicina di volte, che ancora non stringo tra le mani la succulente retrospettiva firmata volpe e soci ma conto di farlo al più presto, che causa indigestione di patatine la mia serata di sabato è terminata troppo presto, che valerio si è fatto biondo ma già si sapeva...varie ed eventali.
detto questo, morte al film noir e alla letteratura hard boiled qualsiasi cosa questa significhi.

regalatemi una torta alla panna, grazie. magari con qualche fragola ed enormi bigne sbrodolanti cioccolato, grazie.
Miss Ann Thropy bitched about this at 3:18 AM.


sabato, febbraio 19, 2005

 
la morbosa inflazione di status Bi in quel di myspace penso stia abbastanza rompendo i coglioni.

punto.

meno plastica, più serietà, diocan.
Miss Ann Thropy bitched about this at 9:04 PM.


mercoledì, febbraio 16, 2005

 
"al mondo nulla finisce" è la menzogna più grande che sia mai stata scritta.
ogni singolo momento perso lo si ricontra presto o tardi. modalità nuove. imbarazzi e sorrisi impacciati. strette di mano e senso di inadeguatezza.
dicono che ogni perdita altro non sia che una trasformazione.
minimizzare.
le perdite restano perdite. cercare invano di riproporre il passato utilizzando strumenti e modalità del presente.
recupero. ciclici tentativi di riciclo senza capo nè coda.
liberarsi dalla banalità non è sinonimo di sollievo.
provare a vivere.
tornare a farlo senza averlo fatto mai.
o sempre. senza essersene resi conto. mai.
vecchio ritornello sul respiro troppo corto, mai profondo, automatizzato.
smarrire quelli che una volta erano cardini. abitudini. quotidianità.
esserne così attaccati. perdersi al solo assaggio della novità.
colori. ritornelli cantati insieme. le immagini restano vive solo nel ricordo.
del resto, ogni ricordo altro non è che una messa in suffragio ripetuta quotidianamente. col sorriso stampato sulle labbra o lo sbuffo perenne.
domandarsi quanto saremmo disposti a dare, pur di tornare indietro, anche per un solo istante. chiudere le porte e fermare tutto. barattare il brivido della novità con qualsiasi cosa sia andata perduta.
ogni possessione è destinata a scivolarci via dalle dita. respirare e gettare via tutto. l'incoscienza del vivente e del vissuto.
e cercare risposte al freddo.
cullare tutto quello che, almeno per un secondo, è stato nostro.
quello che si credeva potesse essere per sempre. o almeno, per un lasso di tempo ragguardevole.
spaghetti mangiati con le mani, attese perenne, dita dei piedi congelate, sabbia bagnata, noia trasformata in confidenze e risa, suono di passi nella notte, tic toc tic toc, lettere scritte a mano, calligrafie illeggibili, coprifuoco, paletti infilati nel terreno nel modo sbagliato, stazione dopo stazione, sacco a pelo che profumava di the al caramello, favole della buona notte, e ancora, colla vinavil spalmata sulle mani e nuvoloni neri a lambire il tetto della scuola, sangue sul pianerottolo 3 am, piedi nudi appoggiati al cruscotto, caramelle multicolori all'autogrill, strizzare magliette, ti voglio bene in tonalità alcolica quanto basta, sala prove e foglietti scritti a mano, parole senza senso, libri prestati e tornati al legittimo propietario con sottolineature pulp.
qualsiasi cosa io abbia perso.
volerlo così tanto.
la quotidianità, così tanto. bramare la noia. lo sbuffo facile. progetti mai realizzati e tanto sognati, futili argomenti di cui si è straparlato. rincorrere minuti densissimi e conversazioni sin troppo lente.
detestare la novità, per quanto belli possano rivelarsi i regali che riceviamo inaspettatamente.
e restarsene quindi qui seduta su una pila di cuscini cicciotti, felpa rosa stinta e macchiata e mutande rosa maiale.
cercare risposte ciondolando, nicotina svogliata, sdraiata respirare al freddo.
da tanto tempo non ascoltavo gli heaven shall burn.
ogni canzone amata è una colonna sonora.
e quelle meno belle, detestate, stupidi motivetti che paiono essere stati creati al solo scopo di rincorrerci senza sosta, lo diventano. colonna sonora.
haunted.
haunting.
colonne sonore scontate e banali ascoltate e riascoltate parole e chitarrine lasciate lì a morire riprendere tutto in mano riafferrare sensazioni che abbiamo assaggiato su ciascuna di quelle noti.
le briciole sono state sbattute via tempo fa. tutto fuori dalla finestra. un colpo e via. o molto più lentamente. lasciare che la patina di polvere e oggetti nuovi depositati lì sopra le trasformasse piano piano in qualcos'altro.
migliore o peggiore che sia.
notti di mancanze.
l'incapacità di mostrarmi fragile al momento opportuno (ovvero nei momenti meno oppportuni) mi trascina adesso su questo pavimento, cuscini appoggiati sotto il culo, parole dettate di fretta a diari virtuali letti troppo di fretta e troppo a casaccio. dalle persone giuste nella maniera sbagliata. parole che mai arriveranno ad altri che nemmeno ne conoscono l'ubicazione.
senza alcun tipo di chiave d'interpretazione.
perchè ogni frase ne necessiterebbe.
ogni frase scritta e pensata da chiunque.
non bisognerebbe mai essere troppo certi di aver colto il messaggio.
andare avanti.
scrivo troppo male e non sono assolutamente in grado di giungere a qualsiasi destinazione. ma questo, è un altro tipo di discorso non affrontabile in questo momento.
mi chiudo e gli chiudo la porta in faccia da mesi. troppo demoni fuori. troppo silenzio dentro.

mi addormento troppo tardi, sempre troppo triste.
e la mattina, ogni ricordo malinconico è andato perduto. abbandonato su un cuscino che ha conosciuto l'insonnia troppo a lungo.
durante il giorno, non riesco semplicemente a ricordarmi di essere così triste. di bramare così tanto troppe cose che si sono allontanate, troppe cose che ho lasciato andare, troppe cose che nemmeno rivorrei attorno. accanto. dentro.
del resto, il buio asseconda ogni malinconia, è risaputo. fallimentari speranze e vane lotte contro il tempo. battaglie impari possono sembrare quasi vinte agli occhi di un'insonne.
non c'è bisogno di chiedere nulla.
solo, se le domande possano essere indirizzare verso punti fermi a nostro piacimento.
o meno.
ipnotico monologo a due.
non cerco risposte, solo nuovi interrogativi.

buonanotte.

heaven shall burn. hatebreed. for god they die.
Miss Ann Thropy bitched about this at 1:11 AM.